IU1VDW

Scope DXCC

caricamento…
Lavorate
–
Mancanti
–
ancora da prendere
Ricezione provata
–
QSO in archivio
–
log unificato

La ricezione provata è il numero che non assomiglia agli altri. Non conta le entità che in teoria si dovrebbero prendere da questa latitudine: conta quelle che il ricevitore ha davvero decodificato qui, essendo andato apposta sulla frequenza a controllare. Su questa pagina non c'è niente di stimato — e sono contate anche le entità ascoltate che non sono mai arrivate, che servono altrettanto.

Dove sono, e quali senti

Ogni segno è un'entità DXCC vista da qui. L'angolo è l'azimut vero — in alto è nord, quindi dove vedi il segno è dove punti la hexbeam. Il raggio è la distanza, in scala radice quadrata: con una scala lineare due terzi delle entità si ammucchierebbero sul bordo e i primi mille chilometri sarebbero illeggibili. Gli anelli sono a 2.000, 6.000, 12.000 e 20.000 km. I puntini grigi di fondo sono le entità già lavorate: sono il contesto, non il soggetto.

In aria adesso

    Quello che il cluster DX sta segnalando adesso, filtrato sulle sole entità che mancano ancora nel log. Tutto il resto, per questa pagina, è rumore.

    Prove di ricezione

      Quando il cluster segnala un'entità mancante, il ricevitore ci va sopra davvero: si sintonizza sulla frequenza dello spot e ascolta. Qui c'è l'esito: è arrivata, oppure non arrivava. È la differenza fra qualcuno da qualche parte l'ha sentita e l'ho sentita io, da qui, con questa antenna.

      Vale la pena corrergli dietro?

      Il giudizio non è un'opinione e non è una previsione di propagazione. Nasce da due conteggi: le occasioni — quante volte quell'entità è passata sul cluster mentre mancava nel log — e quante di quelle volte è stata davvero decodificata qui. Sei su otto è un percorso che si apre, zero su undici è un percorso che non si apre. La colonna Verifiche è più stretta e più severa: conta solo le volte in cui il ricevitore è stato mandato apposta sulla frequenza dello spot a controllare.

      Il log

      QSO per banda

      QSO per modo

      QSO per anno

      Direzioni lavorate

      QSO per settore di 15°

      L'area di ogni spicchio è proporzionale ai QSO in quel settore — il raggio va con la radice quadrata, così uno spicchio grande il doppio vuol dire davvero il doppio dei collegamenti. È la forma della stazione vista dal log: la hexbeam è direttiva e si vede.

      Ultimi QSO

      Entità lavorate

      Radiosonde dal TTGO, ultimi 30 giorni

      In breve

      Le radiosonde meteo partono due volte al giorno e trasmettono attorno ai 403 MHz mentre salgono. Non sono traffico radioamatoriale, ma sono una misura onesta di quello che questa antenna e questo ricevitore riescono a fare su un segnale di pochi milliwatt a trenta chilometri di quota.

      Da che direzioni arrivano

      la prova sul campo del tuo orizzonte

      Le sonde vanno dove le porta il vento, quindi in un mese campionano tutte le direzioni. Un settore vuoto non vuol dire che da lì non ne passano: vuol dire che c'è una collina, un palazzo, qualcosa in mezzo. È l'orizzonte della stazione misurato sul cielo invece che dedotto da una carta.

      Sonde ricevute al giorno

      quanto è continua la ricezione

      Una barra al giorno, contando le sonde distinte e non i pacchetti: un volo solo, seguito per due ore, conta una volta. Un buco è un ricevitore fermo, non un cielo vuoto.

      Profilo dell'ultimo volo

      Quota e temperatura sono due grafici separati, non due scale sullo stesso asse. Sovrapporre metri e gradi fa sembrare correlate cose che non lo sono, e il punto in cui le due curve si incrociano dipenderebbe solo da come hai scelto le scale. La temperatura compare solo se il firmware del TTGO la trasmette; se non c'è, il grafico lo dice invece di disegnare una riga piatta a zero.

      Traccia a terra

      posizione riportata dalla sonda

      Disegnata in SVG e non su una mappa: niente tile da scaricare, nessuna dipendenza esterna, e funziona anche dove le mappe sono bloccate. La longitudine è corretta per il coseno della latitudine, altrimenti la traccia uscirebbe stirata in orizzontale.

      Ricevitore

      Radiosonde

      dal TTGO, ultimi 7 giorni

      La stazione cosa c'è dietro questi numeri

      La catena del segnale

      In cima c'è una hexbeam: direttiva, un boom solo, sei bande, la cosa più grande che sta su quel tetto senza diventare un problema per nessuno. La rosa dei QSO qui sopra è il suo diagramma d'irradiazione misurato sul campo invece che letto su un foglio tecnico.

      Sotto non c'è una radio tradizionale ma un Airspy HF+ Discovery: un ricevitore che consegna una finestra di 768 kHz sotto forma di campioni grezzi. Non un canale — una fetta intera di banda. Cosa farne, di quella fetta, si decide più in giù nella catena, via software.

      La fetta arriva a un Raspberry Pi 5 che fa girare ka9q-radio, ed è lì che la faccenda diventa insolita: tutto passa da IP multicast — sia i flussi dei segnali sia i comandi di sintonia. Non è una radio con la manopola, è una radio a cui mandi un pacchetto che dice «vai ad ascoltare qui», anche da un'altra macchina. Dalla stessa finestra escono più ricevitori indipendenti, e FT8 e FT4 vengono decodificati in parallelo invece che a turno.

      Il cervello è un secondo Raspberry, un Pi 4: tiene il log unificato, resta collegato al cluster DX, decide dove mandare il ricevitore e pubblica questa pagina. Nessuna delle due macchine è mai occupata.

      Perché «ricezione provata» non è un cluster

      Quasi tutti i siti di questo genere dicono «questa entità è in aria adesso», e lo dicono ripetendo quello che ha sentito qualcun altro dall'altra parte del mondo. Qui no: quando il cluster segnala un'entità che manca nel log, il Pi 4 manda ka9q-radio su quella frequenza precisa e ci sta sopra ad ascoltare qualche ciclo FT8.

      Quindi la domanda a cui risponde questa pagina non è c'è? ma e io la sento? — decodificata, con questo rapporto segnale-rumore, da qui, con questa antenna, a quell'ora, su quella banda.

      E vengono messi a verbale anche i no. «Ci sono andato sopra e non arrivava» è un dato che vale quanto un sì: dice quali entità è inutile rincorrere, e questo è metà del valore della tabella qui sopra. Una croce rossa è una misura, non una sconfitta.

      Di lato, una scheda TTGO con il firmware rdzTTGOsonde raccoglie le radiosonde meteo attorno ai 403 MHz. Non è traffico radioamatoriale, ma la rosa delle direzioni da cui arrivano è la prova sul campo di quanto è davvero libero l'orizzonte della stazione: pochi milliwatt, trenta chilometri di quota, due volte al giorno, tutti i giorni.

      Perché le due macchine parlano MQTT

      Il multicast di ka9q-radio resta chiuso dentro il Pi 5: il ttl è a zero, quindi i pacchetti non escono da quella scheda di rete. E il ttl si imposta globalmente, non canale per canale: alzarlo per far uscire le decodifiche avrebbe riversato sulla rete di casa anche tutti gli stream audio, che sono di un altro ordine di grandezza.

      Per questo sul Pi 5 gira un programmino di poche righe che legge le decodifiche dal multicast locale e le ripubblica su un broker MQTT sull'altro Raspberry. Passa solo il testo che serve — chi, dove, quando, su che frequenza — e l'audio resta dov'è nato.

      Il Pi 4 scrive poi un unico file JSON con tutto quello che hai letto qui e lo manda a un Worker di Cloudflare, che lo tiene in Workers KV e lo serve accanto a questa pagina. Pages sembrava la scelta ovvia ed era quella sbagliata: il piano gratuito dà 500 pubblicazioni al mese, e aggiornare ogni dieci minuti ne farebbe 4.320. La pagina lo va a riprendere ogni volta che la apri, e se il Raspberry si è fermato la pastiglia in alto dice da quanto i numeri sono vecchi — nessuno legge dati stantii credendoli freschi.